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Siti Archeologici
a Dorgali e Cala Gonone

Siti Archeologici
a Dorgali e Cala Gonone

UN IMPORTANTE PATRIMONIO ARCHEOLOGICO CHE VA DAL NEOLITICO ALL’ETÀ ROMANA

Il territorio di Dorgali e Cala Gonone custodisce i resti di un passato straordinario, tracce di civiltà antiche che hanno abitato questo angolo di Sardegna fin dal Neolitico.

Il sito archeologico di Serra Orrios, con le sue capanne, e l’enigmatica Tomba dei Giganti di S’Ena ‘e Thomes, sono luoghi carichi di fascino e mistero, ma la ricchezza archeologica del territorio non si limita ai nuraghi e alle tombe nuragiche, vi si trovano anche le più antiche Domus de Janas, scavate nella roccia e risalenti all’età pre-nuragica, testimonianza di rituali funebri antichissimi. 

Un discorso a sé, merita un luogo iconico del territorio dorgalese, il villaggio nuragico di Tiscali, costruito al riparo di una dolina carsica, esempio unico di fusione tra natura e architettura preistorica, luogo di rifugio per eccellenza e simbolo di una mitica resistenza delle popolazioni locali in un contesto storico che parla di invasioni e resilienza.

Questi siti archeologici, facilmente accessibili e ben valorizzati grazie alla cura e alla competenza delle guide locali, rappresentano un’occasione imperdibile per chiunque voglia approfondire la conoscenza della storia e della cultura sarda. 

Ti invitiamo a visitarli sempre in compagnia di guide esperte, che sapranno raccontarti i segreti, le leggende e le tradizioni di questi luoghi straordinari garantendo una visita all’insegna del rispetto di un equilibrio fragile tra natura e turismo.

Siti archeologici visitabili tramite tour guidati
(prenotazione necessaria)

Nuraghe Mannu Biglietti Dorgali

Nuraghe Mannu

Un viaggio nella storia tra natura e archeologia

A pochi minuti da Cala Gonone, su un promontorio affacciato sul Golfo di Orosei, sorge Nuraghe Mannu, un sito archeologico che racconta secoli di storia, dall’epoca nuragica fino al periodo romano e bizantino. La sua posizione panoramica e l’integrazione con il paesaggio mediterraneo lo rendono una meta eccezionale per chi cerca un’esperienza in grado di unire natura e cultura.

Maggiori approfondimenti

Le origini nuragiche

Il cuore del complesso è un nuraghe a tholos, con una torre ellittica e un ingresso rivolto al mare. Al suo interno, nicchie ricavate nella pietra e una scala testimoniano la maestria costruttiva delle comunità nuragiche. Gli scavi hanno riportato alla luce reperti ceramici e utensili databili tra il XV e il IX sec. a.C., che offrono preziosi dettagli sulla vita quotidiana degli abitanti.

Attorno alla torre si estende un villaggio nuragico, ancora oggetto di indagini archeologiche, con strutture abitative e spazi comuni che suggeriscono una società ben organizzata.

L’età romana e la trasformazione del sito

Con l’arrivo dei Romani, l’insediamento venne ampliato e adattato alle nuove esigenze. Sorsero magazzini, edifici civili e strutture produttive. I ritrovamenti includono silos, vasche scavate nella roccia, macine, tegole marchiate, monete e manufatti metallici, segno di una presenza stabile tra l’epoca della Repubblica e l’Età Imperiale.

Nel IV–VI sec. d.C., l’area continuò a essere abitata in epoca tardo-antica e bizantina. Ceramiche sigillate africane e una tegola incisa con un chrismon testimoniano un insediamento cristianizzato ancora attivo nei primi secoli medievali.

Scavi e ricerca

Fin dal 1927, Nuraghe Mannu è stato oggetto di studio. Tra il 1994 e il 2000, il progetto “Operazione Nuraghe Mannu” ha coinvolto oltre 700 volontari, contribuendo alla riscoperta del sito sotto la guida della Soprintendenza Archeologica. Gli scavi più recenti (2002–2005) hanno portato al restauro del nuraghe e alla scoperta di due edifici romani in buono stato di conservazione.

NURAGHE MANNU È VISITABILE SOLO CON GUIDA AUTORIZZATA, PER GARANTIRE LA TUTELA DEL SITO E OFFRIRE UN’ESPERIENZA COMPLETA DAL PUNTO DI VISTA STORICO E ARCHEOLOGICO. LA SUA POSIZIONE PANORAMICA E LA VICINANZA A CALA GONONE NE FANNO UNA META IDEALE PER ESPLORARE IL TERRITORIO E SCOPRIRE IL PASSATO MILLENARIO DELLA SARDEGNA.

Vuoi visitare il sito di Nuraghe Mannu?
N.B. Il sito è raggiungibile a piedi da Cala Gonone con una passeggiata di circa tre quarti d’ora, oppure in pochi minuti in macchina. Potrete parcheggiare nell’area antistante alla biglietteria
Villaggio nuragico Serra Orrios

Serra Orrios

Uno dei Villaggi Nuragici meglio conservati dell’Isola

Sull’altopiano basaltico di Dorgali è possibile visitare Serra Orrios, uno dei villaggi nuragici meglio conservati di tutta la Sardegna. Il sito offre una chiara testimonianza dell’organizzazione e delle attività quotidiane di una comunità vissuta tra il XVI e il VI secolo a.C.

UN INSEDIAMENTO STRUTTURATO

L’area comprende circa cinquanta capanne, alcune organizzate in isolati con spazi comuni come cortili e pozzi. Due tempietti a megaron, legati probabilmente a rituali connessi alle acque, e i resti di due sepolture megalitiche arricchiscono il contesto archeologico.

Approfondimenti

Le abitazioni nuragiche: funzionalità ed efficienza

Le capanne erano costruite con pietre basaltiche e dotate di nicchie, focolari e arredi in muratura. La pavimentazione, variabile tra terra battuta, lastre di pietra e ciottoli, rispondeva alle esigenze pratiche della comunità, garantendo stabilità e isolamento.

Un luogo di incontro: la capanna delle riunioni

Tra le capanne ve n’è una, la capanna 49, che si distingue per la sua struttura. Il vestibolo e il bancone in pietra suggeriscono, infatti, un uso collettivo, probabilmente legato ad assemblee comunitarie o incontri tra capi clan.

Architettura sacra: i tempietti a megaron

I due tempietti a megaron di Serra Orrios, tra i meglio conservati della Sardegna, presentano una conformazione allungata con vestibolo e sedili in pietra. La loro funzione era connessa a pratiche rituali legate alle acque e alla rigenerazione.

I segni di un’economia autosufficiente

I reperti ritrovati, oggi visibili al Museo Archeologico di Dorgali, documentano attività legate ad agricoltura, allevamento e artigianato. Ceramiche, strumenti in metallo e pietra, pintadere, fusaiole e pesi da telaio indicano una comunità organizzata. Tra gli oggetti più significativi, un bracciale in argento, forse ottenuto da minerali estratti nelle vicine miniere di Lula.

Gli scavi e la ricerca

Serra Orrios fu riscoperto negli anni ’30 del ‘900 dall’archeologo Doro Levi, con tre campagne di scavo che portarono alla luce il villaggio e i templi. Studi successivi, condotti da esperti come Giovanni Lilliu, Ercole Contu e Alberto Moravetti, hanno approfondito l’organizzazione sociale e religiosa dell’insediamento.

LA VISITA È GUIDATA, PER OFFRIRE UNA LETTURA APPROFONDITA DELLE STRUTTURE E DEL CONTESTO STORICO. L’OTTIMO STATO DI CONSERVAZIONE PERMETTE DI OSSERVARE CONCRETAMENTE GLI ELEMENTI DI UNA CIVILTÀ COMPLESSA SOPRATTUTTO SE INTEGRATA DA UNA VISITA AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI DORGALI NEL QUALE SONO CUSTODITI I REPERTI RACCOLTI NEL SITO.

Vuoi visitare Il villaggio di Serra Orrios?
Sito archeologico Tiscali

Tiscali

Un insediamento nascosto nel cuore del Supramonte

Sulla sommità del Monte Tiscali, all’interno di una dolina carsica, si trova uno dei siti archeologici più particolari della Sardegna. Il villaggio di Tiscali fu costruito sfruttando le conformazioni naturali della roccia e resta invisibile dall’esterno, accessibile solo attraverso un sentiero che attraversa il Supramonte.

Approfondimenti

Strutture e tecniche costruttive

Il villaggio è composto da decine di abitazioni, realizzate con pietra calcarea e malta argillosa e adattate alla conformazione della dolina. Le strutture presentano diverse tipologie di pianta – circolare, ellittica, quadrangolare – e molte conservano nicchie interne e banconi in pietra, elementi tipici dell’edilizia nuragica e punico-romana. Tra queste, una delle meglio conservate è la cosiddetta “capanna del capo”, che conserva ancora un architrave originale in legno di terebinto.

Le abitazioni mostrano due principali fasi costruttive. La più antica, legata alla civiltà nuragica, utilizza grandi pietre a secco, mentre la più recente impiega pietre di dimensioni ridotte e malta, tecnica che suggerisce una continuità abitativa fino all’epoca punica e romana. Alcuni edifici presentano segni di ristrutturazioni successive, confermando un utilizzo prolungato del sito.

Materiali archeologici: dai nuragici ai romani

Gli scavi hanno portato alla luce frammenti ceramici che attestano una frequentazione dal Bronzo Medio (XV sec. a.C.) all’Età del Ferro (VIII sec. a.C.). Sono stati rinvenuti anche materiali di epoca romana, tra cui anfore vinicole Dressel 1, prodotte nell’Italia centrale tra il II e il I sec. a.C.. La presenza di queste anfore indica la partecipazione degli abitanti di Tiscali ai traffici commerciali con la penisola italica fin dalle prime fasi della romanizzazione della Sardegna.

Un insediamento ancora da esplorare

L’isolamento e la conformazione del villaggio hanno portato a ipotizzare che fosse un rifugio utilizzato dalle popolazioni locali durante la conquista romana dell’isola. Studi più recenti indicano invece un insediamento più articolato, abitato per un lungo periodo e probabilmente integrato nei circuiti economici del tempo.

Tiscali rappresenta un caso interessante per lo studio della transizione tra la civiltà nuragica e le fasi di contatto con il mondo punico e romano. Ulteriori indagini archeologiche potrebbero fornire nuove informazioni sulle Civitates Barbariae, comunità indigene delle zone interne ancora poco documentate.

L’ACCESSO AL VILLAGGIO DI TISCALI AVVIENE ESCLUSIVAMENTE A PIEDI, ATTRAVERSO SENTIERI ESCURSIONISTICI CHE ATTRAVERSANO IL SUPRAMONTE. LA VISITA È REGOLAMENTATA E CONSENTITA SOLO CON GUIDA AUTORIZZATA. I BIGLIETTI DEVONO ESSERE ACQUISTATI DIRETTAMENTE ALL’INTERNO DEL SITO E PAGATI IN CONTANTI, A CAUSA DELL’ASSENZA DI SEGNALE INTERNET NELLA ZONA.

Vuoi visitare Il villaggio di Tiscali?

Siti raggiungibili e visitabili in autonomia

Tomba dei Giganti S’ena e Thomes

Un simbolo leggendario del territorio

La Tomba dei Giganti di S’Ena e Thomes è uno dei monumenti funerari nuragici meglio conservati di tutta la Sardegna. Risale al periodo del Bronzo Antico (1800-1600 a.C.), e testimonia la maestria costruttiva e l’importanza della spiritualità delle comunità nuragiche.

Struttura e architettura

La tomba è caratterizzata da una stele in granito, alta quasi quattro metri e pesante circa sette tonnellate, posta al centro di un’esedra semicircolare formata da lastroni infissi nel terreno. Questi elementi, disposti in ordine decrescente dalla stele verso le estremità, delimitano l’area sacra destinata ai riti funerari.

Alle spalle della stele si sviluppa un corridoio funerario dolmenico, lungo circa 11 metri e coperto da lastre disposte a piattabanda, che conduce alla camera mortuaria. L’orientamento della tomba, rivolto a sud anziché a est come nella maggior parte delle tombe nuragiche, rappresenta un elemento distintivo ancora oggetto di studio.

Le Tombe dei giganti, funzione e interpretazioni

Le Tombe dei Giganti erano sepolture collettive utilizzate dalle comunità nuragiche. Il nome deriva da antiche credenze popolari secondo cui sarebbero state dimora di esseri giganteschi. Gli scavi hanno rivelato corredi funerari modesti, suggerendo una società egalitaria, priva di forti gerarchie sociali.

Oltre a S’Ena e Thomes, il territorio di Dorgali ospita altre strutture funerarie di questo tipo, come le Tombe dei Giganti di Biristeddi e quella di S’iscra e Lottoni. Dato il loro stato di conservazione, si consiglia la visita con guide locali per comprenderne meglio il significato e il contesto paesaggistico.

Vuoi visitare la tomba dei giganti de S’ena e Thomes in autonomia?

I Dolmen

Dolmen di Monte Longu

Il dolmen di Monte Longu si trova a circa 513 metri di altitudine, sulle pendici meridionali del Monte Bardia, da cui domina la vallata che si apre verso Cala Gonone. Costruito in pietra calcarea, presenta una camera funeraria rettangolare di circa 2,10 x 1,50 metri, originariamente delimitata da sei lastre ortostatiche, di cui quattro ancora in posizione. Il lastrone di copertura, un monolite poligonale di circa tre metri di lato e 30 cm di spessore, poggia in parte sul terreno preparato. La struttura è circondata da un anello di pietre infisse nel terreno (peristalite), che serviva a contenere il tumulo di terra e pietrame che ricopriva la tomba. Sebbene non siano stati rinvenuti reperti archeologici in loco, gli studi comparativi lo attribuiscono alla cultura di Ozieri.

Dolmen di Motorra

Il Dolmen di Motorra, si trova su un piccolo altopiano basaltico ed è uno dei pochi esempi di dolmen a corridoio in Sardegna. La sua struttura è composta da lastre verticali in pietra basaltica che sorreggono un grande lastrone di copertura. L’ingresso alla camera funeraria era preceduto da un breve corridoio, originariamente delimitato da pietre erette e lastre di copertura. Il dolmen è circondato da un doppio anello di pietre, che serviva a contenere il tumulo di terra. 

I reperti rinvenuti nel dolmen, appartengono in gran parte alla cultura di Ozieri mentre un brassard a tre fori, probabilmente utilizzato come pendaglio sembrerebbe riferibile alla cultura del vaso campaniforme.

Si consiglia di visitare questi siti accompagnati da guide locali esperte, per apprezzarne appieno il contesto storico e paesaggistico.

Le Domus de Janas

Le Case delle Fate del folclore raccontano una storia antichissima

Le Domus de Janas, le cosiddette “case delle fate” nella vulgata locale, hanno avuto un ruolo importante nella creazione di molte delle leggende del folclore, un po’ in tutta la Sardegna. Al di là del mito, l’archeologia ce ne restituisce, però, la funzione di tombe scavate nella roccia e risalenti al Neolitico, concepite come vere e proprie abitazioni per l’eternità, e quindi riflesso delle credenze spirituali delle comunità prenuragiche.

Tra le Domus de Janas presenti nel territorio di Dorgali, si distinguono quelle di Mariughia, Isportana, Pirisché e di Conca e Janas.

Domus de Janas di Mariughia

Scavata in un affioramento di basalto, si trova in una zona oggi coltivata a vigneti. L’ingresso presenta un portello dolmenico, elemento distintivo tra le tombe ipogeiche della regione.

Domus de Janas di Isportana

Situata ai margini del centro abitato di Dorgali, è ricavata in un masso isolato di basalto e presenta solchi profondi scavati nella roccia sopra l’ingresso.

Domus de Janas di Pirischè

Conosciuta anche come “Sa Domu de su Re”, ha un ingresso rettangolare che conduce a una piccola anticamera, originariamente dotata di porta.

Domus de Janas Conca e Janas

Comprende cinque tombe, con planimetrie articolate e ambienti distinti, che imitano le abitazioni contemporanee.

Si consiglia di visitare questi siti accompagnati da guide locali esperte, per apprezzarne appieno il contesto storico e paesaggistico.

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