Luoghi da visitare
a Dorgali e Cala Gonone
Dove la natura incontaminata custodisce i resti di civiltà millenarie e il cuore delle montagne nasconde paesaggi incredibili
Compreso tra i paesaggi lunari del Supramonte e le acque turchesi del Golfo di Orosei, il Territorio di Dorgali è la meta ideale per chi vuole immergersi nella natura incontaminata e nella cultura di una comunità che da sempre ne custodisce la bellezza, coltivando tradizioni millenarie con un’innata vocazione alla salvaguardia, alla memoria dei saperi e all’ospitalità.
Che si tratti di partire dal porto di Gonone alla volta delle famose Cala Biriola, Mariolu e Cala Goloritzè, in territorio di Baunei, o di raggiungere un punto panoramico per contemplare lo sterminato silenzio degli altopiani calcarei del Supramonte Marino, addentrarsi nel cuore delle montagne alla scoperta di insospettabili paesaggi sotterranei o godersi lo scenario mozzafiato delle falesie che segnano la costa tra Cala Gonone e Cala Luna, i siti naturalistici sono il biglietto da visita che hanno reso Dorgali una delle mete più riconoscibili del Mediterraneo.
Ma è soprattutto la cultura dell’ospitalità che ha contribuito a sviluppare una costante attenzione alla salvaguardia e alla valorizzazione di tutti gli aspetti meno conosciuti e più interessanti di un territorio che conserva tracce importanti di un passato che affonda radici negli albori dell’umanità.
Dalle figure antropomorfe incise sulle pareti della Grotta del Bue Marino, alla misteriosa tomba dei giganti di S’Ena ‘e Thomes, dal Villaggio nuragico di Serra Orrios, alla posizione dominante dalla quale Nuraghe Mannu sorveglia l’abitato di Cala Gonone, fino alle profondità dell’Abisso delle Vergini, all’interno della maestosa Grotta di Ispinigoli, ogni luogo racconta una storia legata alle comunità che vi hanno vissuto lasciandovi impronte indelebili, e di cui il patrimonio del Museo Archeologico di Dorgali e gli altri centri culturali del territorio ricostruiscono le vicende.
In tempi più recenti, la Comunità dorgalese ha continuato a modellare il paesaggio con il rispetto dovuto a una natura particolarmente generosa, trasformando la Vallata di Oddoene in una campagna rigogliosa, ricca di vigneti e oliveti, immersa in un silenzio che sembra amplificato dai brevi salti con cui il Rio Frumeneddu si insinua tra le rocce dando vita a fresche piscine d’acqua dolce che sono un’ottima alternativa al mare nei giorni più caldi.
Il Rio Frumeneddu, che ora confluisce insospettabile nelle calme acque del Cedrino in una zona in cui il canyon diventa uno scenario ideale per le gite in canoa, è il fiume che con un lavorio di centinaia di migliaia di anni ha inciso profondamente la valle di Oddoene e dato vita alle impressionanti pareti a strapiombo della Gola di Gorropu raggiungibile percorrendo un sentiero che risale il corso del fiume.
Ed è proprio la rete di sentieri panoramici, da percorrere a piedi o su due ruote, il modo migliore per entrare nel paesaggio preservando lo spirito con cui il popolo dei pastori è entrato, e tuttora si muove, in sintonia con l’ambiente.
Sono i sentieri che collegano i Cuiles, gli ovili delle grandi solitudini montane, i sentieri che portano alla dolina carsica che da sempre protegge il villaggio nuragico di Tiscali e quelli che attraversano l’altopiano del Gollei, quelli più ripidi, quasi delle scale, che da Oddoene risalgono al paese e da qui si arrampicano sul Monte Bardia per raggiungere le vecchie gallerie scavate nella roccia.
Le possibilità di attraversare il territorio a piedi sono pressoché infinite, dalle passeggiate a ridosso dell’abitato, percorse quotidianamente dai dorgalesi, fino a giungere ai sentieri che tracciano il percorso dei trekking più impegnativi che penetrano nella foresta di Ghivine e attraversano il Supramonte Marino svelando siti naturalistici mozzafiato come Codula Ilune, in territorio di Urzulei, e l’iconico Arco naturale di Suttaterra.
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